Mazzarino
Mazzarino (Mazzarinu in siciliano) è un comune italiano di 12.421 abitanti della provincia di Caltanissetta in Sicilia.
Mazzarino sorge su una collina interna nell'entroterra della Piana di Gela, a est del fiume Salso, posta a 553 metri s.l.m., nella Sicilia centrale; e dista 32 km da Gela, 93 km da Agrigento, 44 km da Caltanissetta, 53 km da Enna, 99 km da Ragusa. Qualora dovesse formarsi la provincia di Gela, potrebbe rientrarvi anche Mazzarino.
In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,2 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +25,3 °C [1].
Numerose fonti fanno derivare il nome Mazzarino da "Mazzara" per deformazione dall'antico toponimo "Makterium". Il centro si formò in età medievale attorno ad un castello di origine araba, del quale oggi si trovano solo pochi resti. Nel 1143 l'aleramico Manfredi fu il primo signore di Mazzarino. Nel 1304 passò sotto alla dinastia dei Branciforte, fino all’abolizione della feudalità, nel 1812. Infine nel 1818 fece parte della provincia di Caltanissetta. Mazzarino è considerata la perla del barocco siciliano della provincia nissena per la bellezza delle sue chiese e non solo. Mazzarino è stato dichiarato centro d’arte e può offrire al turista diversi spunti per una visita, come il castello, noto come “u Cannuni”, con l’unica torre cilindrica, quasi “cannone”, che si erge verso il cielo. Di origini romano-bizantina, il castello subì nel corso dei secoli numerosi rifacimenti. È stato anche set del famosa serie televisiva La piovra. Da vedere anche Palazzo Alberti uno degli edifici di maggiore valore architettonico, il Convento dei Padri Carmelitani e la Chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo che sorgono sulla piazza centrale della città. Altro sito di suggestiva bellezza è la Chiesa di San Ignazio con annesso il Collegio dei Gesuiti la chiesa restaurata recentemente ha un bellissimo organo privo di canne collocato nella cantoria ultimata nel 1734. Il Collegio interessato recentemente da lavori di restauro diverrà sede del museo dedicato a “Carlo Maria Carafa”. Inoltre si possono ammirare anche la chiesa di Santa Maria della Neve, la chiesa dei Padri Cappuccini, la chiesa della Madonna del Mazzaro patrona della città che si festeggia nel mese di settembre.
Luoghi d'interesse
'U Cannuni è il castello di Mazzarino (nome reale non conosciuto); un altro castello, sempre in territorio di Mazzarino ma la cui vista si può godere percorrendo la vecchia strada per Catania, è il "Castello di Salamone" (nome reale Castello di Garsiliato). Il primo è il monumento maggiormente rappresentativo ed è stato teatro di una puntata della serie TV La Piovra girato all'interno di esso. Il secondo meno famoso ai non mazzarinesi fu la dimora di antichi signori. Molte sono poi le chiese e gli edifici antichi interessanti da visitare, così come il percorso turistico denominato "La via dei Fasti e del Prestigio".[3] Il comune è anche famoso per essere la culla dell'omonima famiglia nobile cui appartenne il cardinale Giulio Mazzarino. Mazzarino possiede dei veri capolavori, un patrimonio lasciatoci in eredità dai nostri antenati a testimonianza del loro amore per l'arte, tanto da essere proposta a far parte dell'UNESCO con il riconoscimento del Comune di Mazzarino come città d'Arte, ai sensi dell'art.13 co. V della L.r. n.28/99, ed è stato incluso tra i Comuni ad economia prevalentemente turistica.
Santa Maria della Neve
Tempio del Duomo o Madrice fu eretta verso la fine del XVI secolo sull'area dove prima sorgeva una chiesetta dedicata a Santa Maria della Neve, su progetto dell'architetto Angelo Italia, modificato successivamente su disposizione testamentaria del Principe Carlo Maria Carafa. La facciata originaria è rimasta incompleta, infatti nella parte superiore sinistra c'è un bassorilievo scolpito in pietra, raffigurante la creazione di Adamo ed Eva, nel lato destro manca l'altro pezzo che doveva raffigurare Caino ed Abele; su tutta la facciata vi sono quattro cassettoni vuoti che dovevano essere ricoperti da bassorilievi, non più eseguiti, come pure mancano quattro statue che avrebbero dovuto ricoprire le nicchie vuote. L'interno è a tre navate, nell'altare maggiore vi è una grande tela della Madonna della Neve, gli stucchi della cappella della Madonna di Lourdes sono opera del Fantauzzi. Questa cappella e quella del SS. Sacramento, sono adornate da due meravigliosi lampadari ottocenteschi in vetro di murano policromi; nell'altare maggiore vi sono un ricchissimo stallo di canonici, o coro, preziosissima opera del concittadino Santi Rigano. L'altare è in cristalli dorati e colorati, l'opera si compone di 36 scene del Vecchio e Nuovo Testamento, sopra di esse completano il prezioso stallo diciotto medaglioni, riproducenti i dodici apostoli, i quattro evangelisti, San Giuseppe e la Madonna, l'opera venne completata nel 1872. Il Duomo è parrocchia con qualche interruzione dal 1763.
Basilica Maria SS. del Mazzaro
Eretta intorno al 1100 da Manfredi, distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita dal 1760. Il tempio a tre navate con pareti decorate in stile barocco siciliano su progetto di Bonaiuto da Siracusa. Al proprio interno si trova un quadro ligneo raffigurante la Madonna col Bambino sulle ginocchia ed accanto le vergini siciliane Sant'Agata e Santa Lucia, di stile greco-bizantino, ritrovato da un pastore intorno al 1125 mentre pascolava il suo gregge sulla cima boscosa della collina di Mazzarino; sepolto in seguito all'editto emanato da Leone Isaurico, dopo il ritrovamento, il popolo proclamò la Madonna del quadro Patrona di Mazzarino.
SS. Crocifisso dell'Olmo
Risalente al V secolo dell'era cristiana; restaurata dai Normanni tra il X e XI secolo e dedicata alla Madonna dell'Itria; distrutta in seguito al terremoto del 1693 e ricostruita ad opera del marchese Filippo Bivona. Sembra che fin da quel tempo esistesse il Crocifisso, chiamato il Crocifisso delle Grazie; oggi si venera il SS. Crocifisso montato sopra una pesantissima bara di ferro che viene portato a spalla da uomini scalzi e nudi indossanti soltanto il saio bianco della confraternita per alcune vie del Paese la Seconda Domenica del mese di Maggio. Il nome "Signore dell'Olmo" si deve ad una leggenda. Si racconta infatti che in un'epoca imprecisata il Crocifisso fu oggetto di attenzioni da parte di un gruppo di ladri. Uno di questi infisse una verga di legno di olmo davanti la porta della chiesa, ma questo subito dopo iniziò a germogliare mettendo in fuga i malavitosi. Un grande Olmo difatti era presente fino alla fine dell'Ottocento.
Parrocchia dei PP. Cappuccini
Con annesso convento; eretta intorno al 1120, vi si venerava la Madonna delle Grazie e poi fu dedicata a San Francesco d'Assisi. Nel 1574 il barone Pietro Rivalora finanziò e costruì il convento attiguamente alla chiesa.
Immacolata Concezione
Sorta nel XIV secolo, tra il 1560 ed il 1575 era dedicata alla Madonna della Catena, vi si conserva una tela del 1606 del Paladini raffigurante l'Immacolata Concezione adorata da San Francesco, ove il pittore si autoritrae vestito con saio francescano, sottoscrivendosi con le parole: "Philippus Paladini florentinus pingebat, anno 1606".
Ex Convento dei PP. Carmelitani e la Chiesa del Carmine
Risalente ancor prima del 1471, questo convento oggi trasformato in Palazzo Comunale, tranne la chiesa fu voluto da Giuseppe Branciforti ma completato dal priore Carmelitano G. Marco Ferranti intorno al 1673, la chiesa è a croce latina con ornamenti un po' barocchi; l’altare Maggiore è riccamente decorato da marmi policromi. Al suo interno si trova la cripta del Sarcofago del Principe Giovanni II Branciforti.
San Domenico
Prima conosciuta come Santa Maria del Soccorso. Eretta nel 1480 dal nobile Antonio Alegambe; è annessa all'ex convento dei Frati Domenicani; al suo interno ospita la statua di Maria SS. del Rosario la cui festa ricade nella prima domenica di ottobre. Presenta una sola navata.
Maria SS. delle Lacrime
Ebbe origine da un fatto accaduto alla vista di tutti nel 1638, quando nella casa di un certo Giuseppe Peloso, si vede lacrimare un quadro della Santa Vergine. La casa venne demolita e dalle sue ceneri, per volere del popolo e per carità del conte Giuseppe Branciforti, fu eretta la chiesa attuale avente forma circolare, a tre navate, del diametro della cupola di San Pietro a Roma. Vi si venera Santa Rita la cui festa ricorre nel mese di maggio.
br> fonte: wikipedia
Mazzarino sorge su una collina interna nell'entroterra della Piana di Gela, a est del fiume Salso, posta a 553 metri s.l.m., nella Sicilia centrale; e dista 32 km da Gela, 93 km da Agrigento, 44 km da Caltanissetta, 53 km da Enna, 99 km da Ragusa. Qualora dovesse formarsi la provincia di Gela, potrebbe rientrarvi anche Mazzarino.
In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,2 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +25,3 °C [1].
Numerose fonti fanno derivare il nome Mazzarino da "Mazzara" per deformazione dall'antico toponimo "Makterium". Il centro si formò in età medievale attorno ad un castello di origine araba, del quale oggi si trovano solo pochi resti. Nel 1143 l'aleramico Manfredi fu il primo signore di Mazzarino. Nel 1304 passò sotto alla dinastia dei Branciforte, fino all’abolizione della feudalità, nel 1812. Infine nel 1818 fece parte della provincia di Caltanissetta. Mazzarino è considerata la perla del barocco siciliano della provincia nissena per la bellezza delle sue chiese e non solo. Mazzarino è stato dichiarato centro d’arte e può offrire al turista diversi spunti per una visita, come il castello, noto come “u Cannuni”, con l’unica torre cilindrica, quasi “cannone”, che si erge verso il cielo. Di origini romano-bizantina, il castello subì nel corso dei secoli numerosi rifacimenti. È stato anche set del famosa serie televisiva La piovra. Da vedere anche Palazzo Alberti uno degli edifici di maggiore valore architettonico, il Convento dei Padri Carmelitani e la Chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo che sorgono sulla piazza centrale della città. Altro sito di suggestiva bellezza è la Chiesa di San Ignazio con annesso il Collegio dei Gesuiti la chiesa restaurata recentemente ha un bellissimo organo privo di canne collocato nella cantoria ultimata nel 1734. Il Collegio interessato recentemente da lavori di restauro diverrà sede del museo dedicato a “Carlo Maria Carafa”. Inoltre si possono ammirare anche la chiesa di Santa Maria della Neve, la chiesa dei Padri Cappuccini, la chiesa della Madonna del Mazzaro patrona della città che si festeggia nel mese di settembre.
Luoghi d'interesse
'U Cannuni è il castello di Mazzarino (nome reale non conosciuto); un altro castello, sempre in territorio di Mazzarino ma la cui vista si può godere percorrendo la vecchia strada per Catania, è il "Castello di Salamone" (nome reale Castello di Garsiliato). Il primo è il monumento maggiormente rappresentativo ed è stato teatro di una puntata della serie TV La Piovra girato all'interno di esso. Il secondo meno famoso ai non mazzarinesi fu la dimora di antichi signori. Molte sono poi le chiese e gli edifici antichi interessanti da visitare, così come il percorso turistico denominato "La via dei Fasti e del Prestigio".[3] Il comune è anche famoso per essere la culla dell'omonima famiglia nobile cui appartenne il cardinale Giulio Mazzarino. Mazzarino possiede dei veri capolavori, un patrimonio lasciatoci in eredità dai nostri antenati a testimonianza del loro amore per l'arte, tanto da essere proposta a far parte dell'UNESCO con il riconoscimento del Comune di Mazzarino come città d'Arte, ai sensi dell'art.13 co. V della L.r. n.28/99, ed è stato incluso tra i Comuni ad economia prevalentemente turistica.
Santa Maria della Neve
Tempio del Duomo o Madrice fu eretta verso la fine del XVI secolo sull'area dove prima sorgeva una chiesetta dedicata a Santa Maria della Neve, su progetto dell'architetto Angelo Italia, modificato successivamente su disposizione testamentaria del Principe Carlo Maria Carafa. La facciata originaria è rimasta incompleta, infatti nella parte superiore sinistra c'è un bassorilievo scolpito in pietra, raffigurante la creazione di Adamo ed Eva, nel lato destro manca l'altro pezzo che doveva raffigurare Caino ed Abele; su tutta la facciata vi sono quattro cassettoni vuoti che dovevano essere ricoperti da bassorilievi, non più eseguiti, come pure mancano quattro statue che avrebbero dovuto ricoprire le nicchie vuote. L'interno è a tre navate, nell'altare maggiore vi è una grande tela della Madonna della Neve, gli stucchi della cappella della Madonna di Lourdes sono opera del Fantauzzi. Questa cappella e quella del SS. Sacramento, sono adornate da due meravigliosi lampadari ottocenteschi in vetro di murano policromi; nell'altare maggiore vi sono un ricchissimo stallo di canonici, o coro, preziosissima opera del concittadino Santi Rigano. L'altare è in cristalli dorati e colorati, l'opera si compone di 36 scene del Vecchio e Nuovo Testamento, sopra di esse completano il prezioso stallo diciotto medaglioni, riproducenti i dodici apostoli, i quattro evangelisti, San Giuseppe e la Madonna, l'opera venne completata nel 1872. Il Duomo è parrocchia con qualche interruzione dal 1763.
Basilica Maria SS. del Mazzaro
Eretta intorno al 1100 da Manfredi, distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita dal 1760. Il tempio a tre navate con pareti decorate in stile barocco siciliano su progetto di Bonaiuto da Siracusa. Al proprio interno si trova un quadro ligneo raffigurante la Madonna col Bambino sulle ginocchia ed accanto le vergini siciliane Sant'Agata e Santa Lucia, di stile greco-bizantino, ritrovato da un pastore intorno al 1125 mentre pascolava il suo gregge sulla cima boscosa della collina di Mazzarino; sepolto in seguito all'editto emanato da Leone Isaurico, dopo il ritrovamento, il popolo proclamò la Madonna del quadro Patrona di Mazzarino.
SS. Crocifisso dell'Olmo
Risalente al V secolo dell'era cristiana; restaurata dai Normanni tra il X e XI secolo e dedicata alla Madonna dell'Itria; distrutta in seguito al terremoto del 1693 e ricostruita ad opera del marchese Filippo Bivona. Sembra che fin da quel tempo esistesse il Crocifisso, chiamato il Crocifisso delle Grazie; oggi si venera il SS. Crocifisso montato sopra una pesantissima bara di ferro che viene portato a spalla da uomini scalzi e nudi indossanti soltanto il saio bianco della confraternita per alcune vie del Paese la Seconda Domenica del mese di Maggio. Il nome "Signore dell'Olmo" si deve ad una leggenda. Si racconta infatti che in un'epoca imprecisata il Crocifisso fu oggetto di attenzioni da parte di un gruppo di ladri. Uno di questi infisse una verga di legno di olmo davanti la porta della chiesa, ma questo subito dopo iniziò a germogliare mettendo in fuga i malavitosi. Un grande Olmo difatti era presente fino alla fine dell'Ottocento.
Parrocchia dei PP. Cappuccini
Con annesso convento; eretta intorno al 1120, vi si venerava la Madonna delle Grazie e poi fu dedicata a San Francesco d'Assisi. Nel 1574 il barone Pietro Rivalora finanziò e costruì il convento attiguamente alla chiesa.
Immacolata Concezione
Sorta nel XIV secolo, tra il 1560 ed il 1575 era dedicata alla Madonna della Catena, vi si conserva una tela del 1606 del Paladini raffigurante l'Immacolata Concezione adorata da San Francesco, ove il pittore si autoritrae vestito con saio francescano, sottoscrivendosi con le parole: "Philippus Paladini florentinus pingebat, anno 1606".
Ex Convento dei PP. Carmelitani e la Chiesa del Carmine
Risalente ancor prima del 1471, questo convento oggi trasformato in Palazzo Comunale, tranne la chiesa fu voluto da Giuseppe Branciforti ma completato dal priore Carmelitano G. Marco Ferranti intorno al 1673, la chiesa è a croce latina con ornamenti un po' barocchi; l’altare Maggiore è riccamente decorato da marmi policromi. Al suo interno si trova la cripta del Sarcofago del Principe Giovanni II Branciforti.
San Domenico
Prima conosciuta come Santa Maria del Soccorso. Eretta nel 1480 dal nobile Antonio Alegambe; è annessa all'ex convento dei Frati Domenicani; al suo interno ospita la statua di Maria SS. del Rosario la cui festa ricade nella prima domenica di ottobre. Presenta una sola navata.
Maria SS. delle Lacrime
Ebbe origine da un fatto accaduto alla vista di tutti nel 1638, quando nella casa di un certo Giuseppe Peloso, si vede lacrimare un quadro della Santa Vergine. La casa venne demolita e dalle sue ceneri, per volere del popolo e per carità del conte Giuseppe Branciforti, fu eretta la chiesa attuale avente forma circolare, a tre navate, del diametro della cupola di San Pietro a Roma. Vi si venera Santa Rita la cui festa ricorre nel mese di maggio.
br> fonte: wikipedia
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